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dizionar.io

I plurali difficili

In italiano il plurale di solito si fa cambiando l'ultima vocale: il libro, i libri; la casa, le case; il fiore, i fiori. Ma ci sono molte eccezioni: eccole, gruppo per gruppo, con le parole del dizionario.

Nomi con due plurali

Hanno due plurali, di solito con significati diversi: le braccia del corpo, i bracci di una gru; le ossa dello scheletro, gli ossi della carne.

Maschili al singolare, femminili al plurale

Il singolare è maschile in -o, il plurale femminile in -a: l'uovo, le uova; il paio, le paia.

Nomi che non cambiano

Restano uguali al plurale le parole tronche (la città, le città), quelle che finiscono per consonante (lo sport, gli sport), in -i (la crisi) e in -ie (la specie), e molte abbreviazioni (la foto, le foto).

Nomi in -cia e -gia

Tengono la i quando prima c'è una vocale o quando la i è accentata (camicia, camicie; farmacia, farmacie); la perdono quando prima c'è una consonante (arancia, arance).

Nomi in -co e -go con il plurale in -ci e -gi

Di solito le parole con l'accento sulla terzultima sillaba (medico, medici; asparago, asparagi), più alcune eccezioni (amico, amici; greco, greci).

Nomi in -io con il plurale in -ii

Hanno due i al plurale quando la i del singolare è accentata: lo zio, gli zii; il pendio, i pendii.