I plurali difficili
In italiano il plurale di solito si fa cambiando l'ultima vocale: il libro, i libri; la casa, le case; il fiore, i fiori. Ma ci sono molte eccezioni: eccole, gruppo per gruppo, con le parole del dizionario.
Nomi con due plurali
Hanno due plurali, di solito con significati diversi: le braccia del corpo, i bracci di una gru; le ossa dello scheletro, gli ossi della carne.
Maschili al singolare, femminili al plurale
Il singolare è maschile in -o, il plurale femminile in -a: l'uovo, le uova; il paio, le paia.
Nomi che non cambiano
Restano uguali al plurale le parole tronche (la città, le città), quelle che finiscono per consonante (lo sport, gli sport), in -i (la crisi) e in -ie (la specie), e molte abbreviazioni (la foto, le foto).
- papà
- escort
- calorosità
- isteresi
- marò
- overdrive
- raion
- surmenage
- visir
- zoster
- acuzie
- chamotte
- endocraniosi
- epicrisi
- mancipium
- miogelosi
- ortoprassi
- osteosclerosi
- pensée
- poiesi
- posapiano
- psammon
- tananai
- triac
- zanclus
- zanni
Nomi in -cia e -gia
Tengono la i quando prima c'è una vocale o quando la i è accentata (camicia, camicie; farmacia, farmacie); la perdono quando prima c'è una consonante (arancia, arance).
Nomi in -co e -go con il plurale in -ci e -gi
Di solito le parole con l'accento sulla terzultima sillaba (medico, medici; asparago, asparagi), più alcune eccezioni (amico, amici; greco, greci).
Nomi in -io con il plurale in -ii
Hanno due i al plurale quando la i del singolare è accentata: lo zio, gli zii; il pendio, i pendii.